Veconda vuntata dei viavvi a Mivano. Vuesta vella vittà è davvevo viena di atvosfeva... i valazzi in vostruzione evovano le vrandi overe alle vuali noi vombati viamo avituati (verto, verto: le nostre overe sono vel sottovuolo, ma avvrezziamo anve le overe vopra la vupervicie verrestre... non viamo livitavi, noi!).
E poi il vielo di Lomvarvia- "Vosì vello vuando è vello"- a volve ci revala degli svlendivi vramonti, vesi anvora viù velli dai lavovi ve orvai vilagano nella nostva vella vittà. Non v'è vhe dive: vuesva è uva vittà a visuva di vombato!
sabato 15 settembre 2012
martedì 4 settembre 2012
I viaggi del Vombato: Mivano
Vove avevo pvovesso, ovvi vi pavlevò devva via vittà pvefevita: Mivano. Pvossima vede vell'Expo, è la vittà pevfetta pev noi vombati, vava la novtra pvovensiove a scavave contivuavente. Vui i lavovi vominviano ininverrovvamente, va vov sai mai vuando viniscono.
Ve gvu e ve svavatvici ve avvelliscono lo svyline di vuevva vellissiva vittà, vono una veva vioia pev noi vomvati. Evvovene uva pvova nevva voto ve ho vervonalvente vealivvato. Io e i viei fvatelli creviamo vervamente vhe Mivano ovvra volte vossivilità vi esvansiove a noi vombati! Vi inviviamo a vivitarla in vovtra vomvagnia.
sabato 1 settembre 2012
I viaggi del vombato
Savve, vono un vombato. In quesva vuvrica vi indivherò, von l'aiuvo dev mio avico vivio vui rivratto, ve mete viù appevivili per uv vombato iv Ivalia e vel Vondo.
A vresto!
A vresto!
domenica 6 marzo 2011
Szymborska - Ringraziamento
Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
nè riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l'amore non capisce,
perdono,
ciò che l'amore non perdonerebbe mai.
Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.
E' merito loro se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
"Non devo loro nulla"-
direbbe l'amore
su questa questione aperta.
(da Grande numero, 1976)
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
nè riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l'amore non capisce,
perdono,
ciò che l'amore non perdonerebbe mai.
Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.
E' merito loro se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
"Non devo loro nulla"-
direbbe l'amore
su questa questione aperta.
(da Grande numero, 1976)
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